15 febbraio 2010

De Gregarius

Era La lunga estate caldissima del 2003.
Non quella di Muppetsali, ma quella in cui si sentì parlare di gregariato per la prima volta nella storia; tuttavia fino a ieri sera, dopo 7 anni, l'operazione pass-partou non aveva mai portato l' "Er cipolla" della situazione a destinazione.

Adesso: avete presente le tappe pianeggianti di Tour de France o Giro d'Italia? Chi le vinceva di solito?! Mario "Re Leone" Cipollini..ma chi era che alle spalle di questo popò di velocista gli tirava la volata per il successo tutte le volte?la risposta è nel vostro cuore, ebbene si: i gregari; andiamo a scoprire meglio questo mondo di stakanovisti che da troppo tempo resta nell'ombra.

da Bragopedia:

Il termine "gregario" deriva dal latino, dove indicava una persona che stava "in mezzo al gruppo": era una definizione usata anche in ambito militare per indicare i miles, i soldati semplici privi di gradi. da qui si può capire che già nell'antica Roma i gregari tessevano le loro trame alle spalle dei potenti. tanto nel nel ramo militare quanto in altri, chennesò, per farvi un esempio..in quello della nautica!
i gregari di questo genere sono quelli che generalmente si impezzano una nautica, tirano la volata, e all'ultimo secondo si scansano per fare spazio al Cipolla della situa che si prende la gloria e gli onori. Vita ingrata quella dei gregari, lo sa bene "Il più grande gregario buono"( perché purtroppo esistono anche i gregari malvagi) che la storia ricordi: Gabriele Cristofori. a cui l'editore del suo nuovo libro in uscita il "De Gregarius" ha dedicato nella prefazione questa splendida poesia..

Filastrocca del gregario
corridore proletario,
che ai campioni di mestiere
deve far da cameriere,
e sul piatto, senza gloria,
serve loro la vittoria.

sono cose che nel XXI secolo, il secolo dell'individualismo e dell'apparire, non possono che illuminarci la strada verso un futuro più roseo sotto il vessillo della bragocrazia.


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14 febbraio 2010

14 Febbraio

Vaffanculo a questo piovoso 14 Febbraio mentre proprio ieri il sole aveva fatto capolino anche nella nebbiosa Pianura Padana, e forse per un po' ci aveva fatto dimenticare il freddo e il brutto tempo mentre camminavamo sull'argine senza paltò.

Vaffanculo a San Valentino, perché 6 anni fa se ne andava il re degli sportivi italiani, colui che ci aveva fatto sognare un po', su per quelle montagne così ripide che anche farle in macchina sarebbe stato faticoso. Anche quest' anno abbiamo ciccato il pellegrinaggio in bici da corsa a Cesenatico ma forse, quando saremo più vecchi e faremo parte di una di quelle carovane di pensionati che si vedono la domenica mattina in giro per la provincia, potremo anche permetterci di provare l'epica impresa in onore di Marco Pantani.

...Il pirata continua a correre...