Se il male in quel momento era rinchiuso solo nelle sue parole, oggi vediamo serpeggiare un demone invisibile per le strade delle nostre città.
La agif è ormai non solo uscita dal nostro vocabolario ma soprattutto dal nostro immaginario, per lasciare il posto a termini finora sconosciuti come epidemia, pandemia, picco, asintonanni e piadina con l'olio.
Per scacciare anche solo il dubbio di destare interesse verso altri esseri umani vestiamo in tuta della Lotto 24/7 a dimostrazione di come il panzer di Valona ci abbia preceduto di diversi lustri.
Eppure qualcuno aveva provato invano a evitare che tutto ciò succedesse, ma nessuno diede credito alle parole di ammonimento dell'airone di Hefei e quando il soffio del battito delle sue ali arrivò a Codogno oramai era diventato un uragano che avrebbe spazzato via tutti gli appigli di razionalità a cui quotidianamente eravamo soliti aggrapparci. #stolti
Dalla sua cabina di regia nella tredicesima quarantena oggi prova a mettere un po' di ordine con un Wi-Fi scassato in quello che ormai è un caos calmo e silenzioso che irrompe dalle nostre finestre in un quotidiano a ripetizione perpetua. Rassicura e prova a dar certezze, ma le uniche certezze ormai rimaste sono una sequela di incomprensibili numeri su cui alle 18:00 il personale preposto prova a metter chiarezza.
Le cose che abbiamo imparato? A infilarci nelle pieghe del burocratese: come per esempio vuotare il paciugo a Baura, andare a prendere il pane al Barco, la frutta al Doro, in farmacia a Porotto e il lavoro, quello, rigorosamente, dal divanni. Ma soprattutto: ascoltare solo voci autorevoli.



