26 ottobre 2014

Le qualità del presidente

Il periodo burrascoso della politica italiana sembra non aver tregua; la politica pare non dar segni di ripresa, e i suoi interpreti, lacché privi di ogni capacità intellettuale et spirituale infestano ogni anfratto delle istituzioni. La fatidica domanda "Ce la faremo?" la ributtiamo giù come le lacrime dopo il rigore di Baresi per non voler pensare al peggio e rimpiangiamo in continuazione figure del passato quando ancora la parola "presidente" suscitava timore e rispetto.
A pensarci bene le qualità strictu sensu del presidente sembrano essersi sbiadite pian piano nel tempo perdendosi come scoregge nella tormenta degli ultimi vent'anni e per dare una scossa all'italietta dormiente nelle mani di mangiafuoco passeggeri, noi di Ragazzacci presentiamo attraverso un lista di caratteristiche la candidatura del nostro presidente ideale:

1) Un presidente deve saper parlare con il popolo. E per parlarci, deve farne parte. Deve tastare con mano i sentimenti più bassi, lui stesso deve fondersi in un tutt'uno di goliardia e perdizione, rappresentare camaleonticamente il sacro e il profano, fungere da testa di ponte tra ambienti parrocchiali e contradaioli. In pratica un Nembo Kid travestito da boy-scout (e non un boy-scout travestito da Nembo Kid).

2) Un presidente deve fare i miracoli, non però quelli fiabeschi raccontati nella Saga di Nutsareth, ma quelli veri. Un miracolo è svegliarsi alle 13 del sabato dopo aver smontato alle 7 della mattina dal turno di notte e trovare comunque la forza di abbaiare per tutto il pomeriggio in un bigio campetto di potbal nella prima campagna ferrarese. Questo è un vero miracolo.

3) Un presidente non deve amarare il prossimo suo come se stesso, non conta la squadra del cuore, la religione, il colore della pelle o se mantieni da solo la San Carlo© con cargo di Dixi alla pizza; perché o sei con lui o sei contro di lui, e se sei contro, beh.., prepara le valigie.

4) Un presidente deve avere una conoscenza a 360 gradi dello sport, svariare dal calcio alla boxe passando attraverso le grandi passioni della Formula 1 e della pesca. Deve commuoversi ad ogni anniversario della morte di grandi campioni dello sport ed essere competitivo in almeno 6-7 discipline nonostante deficit fisici lo penalizzino apparentemente.

5) Qualche anno fa si parlava di un hobbit con velleità di presidente operaio. Un vero presidente deve invece aver lavorato, per davvero, essersi riqualificato per 5 lavori differenti e aver dimostrato sul campo di essere il migliore. Dai fogli Excel a conversazioni in rumeno passando per curve in derapata su motorini carichi di pizze.

6) Un presidente deve dimostrare di avere un attaccamento alla maglia più di ogni altra cosa al mondo. Gli attuali politici cambiano sponda come se non ci fosse un domani, Il presidente invece è una belva da trincea, come le teste di cuoio del Führer, il primo ad arrivare in curva, l'ultimo a sarár butéga prima d'andar a let.

7) E per concludere, quello che molti presidenti fanno ma nessuno ha il coraggio di dire. Un presidente cibernauta è quello di cui tutti abbiamo bisogno. Non però di quelli che vivono di hashtag su social network di estrema inutilità. Il presidente cibernauta non scrive in rete, trama su apparentemente decaduti siti d'incontri del calibro di Badoo. Tesse una grande tela che ricopra la sua nazione e l'obiettivo ultimo del suo operato ruota sempre intorno a quello che per lui ormai da molti anni è diventata un'ossessione, ma se riuscirà a far smettere la middle-cyber di tirarsela, allora tornerà per tutti ad essere quello che avrebbe sempre dovuto essere, una passione.

Noi un'idea sul candidato ce l'avremmo, ma per motivi di irregolarità sul passaporto non possiamo ancora rendere pubblico il nome. Adesso tocca a voi riporre nel suo caldo abbraccio la fiducia per portare sta cazzo di Itaglia fuori dalla tempesta.