29 dicembre 2013

Hic sunt beones

                                     200.
non sono le tartine depredate all'aperitivo.
non sono le notti all'Astra in un anno.
non sono i chili.
 (Ales T., cirlider)

Per raccontare una cena di Natale in pieno stile braga non basta fantasia e l'ennesimo clic ad occhi aperti per immaginarsi gli apostoli dell'afghano bianco seduti in cerchio intorno al profeta in ascolto di perle dal tono quasi biblico, volte a migliorarli non principalmente come persone quando basterebbe renderli solo migliori zaccagnadores.
Non è invece necessario uno sforzo immane per immaginarsi il tema principe della serata -ettric e cameriere albanesi permettendo-: la materia primordiale, espressa con un'esuberanza dialettica degna del compianto G.S.: a gh'iera dil troi, dil veri, dil putani..
  • nautica
  • cibernetica
  • netica
Il problema che peró da sempre attanaglia le deboli menti dei bragaboys è che non basta parlare di nautica per poterne fruire liberamente a propria immagine e somiglianza. Lo sanno bene personaggi del calibro di Erjon Valona, distrutto da un sms alle 00:15 ("questa sera vai in Rolando Bianchi") e Lucifero Nanni, costretto a tornare a casa non appena l'innesorabile guinzaglio invisibile aveva cominciato a soffocarlo. Se è vero che al trop pensar al vien dal poc capir allora si spiega alla perfezione perché non basta usare l'antica tecnica della pastura da gobbi (boiles e legno) per tirare su con reti da strascico tonnellate di ludrame da discoteca per concludere la serata nel migliore dei modi.
Non basta neanche l'aperitivo più lauto della città -che probabilmente chiuderà i battenti dopo il passivo di 3000 tartine inflitto dal duo Bernobi-Nanni- a placare la fame non materiale, bensì cibernautica di questi leoni da balera.

E allora le lacrime sgorgate venerdì sera non sono solo quelle del rabbino, sulla via di casa alle 11:15, ma quelle di Sandron JJ, vittima di un Rini sudigiri per la sua nuova iscrizione a un manageriale di agricoltura biologica, quelle di Sediseiilmigliore, gran figaiolo telematico, quelle del volpino, arrestato sulla porta di casa dalla madre pronta col tampone-thc acquistato in questura, quelle di TNT-Cristofori, eterno protagonista con piccoline e scalfari di prosecco ma nobile decaduto in un calcio di basso livello che non perdona.

30 agosto 2013

Pradatsch Camping Massacre II - La montagna colpisce ancora

Qualcuno diceva che l'esperienza è quella cosa che si ottiene nel momento immediatamente successivo a quello in cui se ne aveva bisogno. L'esperienza non si coltiva su National Geographic, leggendo riviste -molto in voga oggi- che spingono a portare il proprio fisico allo stremo, o ancora peggio ammirando attrezzatura über-tecnica in negozi sportivi cari rabiosi. L'esperienza si matura alla sesta ora di cammino, a 3000 metri nella neve verso il rifugio sbagliato, quando l'unica speranza rimasta è quella di lasciare un bel ricordo ai propri cari e alla saiber dell'apache (Iacopo Staccidentro, Passo del Mulaz, luglio 2013)
Per non commettere gli stessi errori della precedente edizione di Camp Bernobi - "La legge sono io", la cordata, equipaggiata dell'indispensabile per sopravvivere anche in condizioni estreme (insalatissime Rio Merda e pasta triaga della cooperativa) è stata invece ancora una volta vittima dell'impietosa overconfidence e delle trappole poste da La Montagna.
Circondati da resident semi-umani in un campeggio il cui sponsor principale non era niente popò di meno che la Guardia di Finanza, i piccoli robocop dolomitici non hanno saputo fare di meglio che sfoderare tutta la propria arte nel benmarcaggio con micro-passeggiate "da sballo" per i sentieri adiacenti al campo-base. E forse sarebbe stata la scelta migliore restarvici, senza sfidare a viso aperto le insidie che la Fleimstal aveva in serbo per loro.
Nessun fascista filo-nordorientale triestino sulla rotta per il rifugio Mulaz, ma un semplice anziano, o forse un miraggio a mandare fuori strada; facendo diventare così un sentiero sí arduo, ma alla portata anche di siculo-italiani dal passo felpato, in un inferno di corde metalliche a cui aggrapparsi per non sprofondare in gole senza fine.
Il triste epilogo non potete che immaginarvelo sul leitmotiv del disastro al rif. Venezia in quel tragico luglio di due anni fa. Un sentiero che scompare quando tuoni, fulmini e pioggia iniziano a imperversare al passo del Mulaz a 3000 metri. Il sergente Tironi che prova a cercare una via che non c'è su una parete di impervia roccia. Lo psicologo-motivatore colpito dal mal di montagna che inizia a sbraitare in preda a crisi da astinenza. Lo "Smeraldo" delle dolomiti che scompare 2 chilometri più indietro della cordata.
La montagna da, la montagna prende. Un mantra riverente che non smetterà più di rimbombare sordo nella nostra testa. Fino al prossimo Camp, dove il protagonista, forse, sarai tu!

17 luglio 2013

Iscrizioni "Camp Bernobi". Il ritorno del sergente

Dopo un solo anno di purgatorio per recuperare le energie dal tragico epilogo di Camp Bernobi 2011 torna in pompa magna il grande evento dell'estate:

Camp Bernobi 2013

Il leggendario sergente di ferro forgiato dal puro acciaio bavarese reduce da un addestramento paramilitare nella Vaterland teutonica, organizzatore maximo di questo evento per il reinserimento nel tessuto sociale di persone mirandamente/loltianamente abili ha ufficialmente aperto le iscrizioni per l'ennesima storica vacanza a metà tra un campo di sterminio nazista e una crociera sul Pequod di capitan Achab.
Gli eventi si terranno tra il 26 e il 30 Luglio tra la ridente cittadina di Predazzo e la vicina Bellamente.
Per chiunque fosse interessato a preder parte a questo evento lasci  pure nel cassetto del comodino l'intero significato del termine vacanza; gli spartani lacché del piccolo Führer bavaro-emiliano verranno sottoposti a prove di inaudita crudeltà per portare il proprio fisico fino ai propri limiti (tipo fumare paglioni a 3000 metri).

I reduci della passata edizione potranno confermare come il pericolo in una terra dimenticata possa celarsi dietro a insospettabili manifestazioni; dietro l'ombra di un mazzolin di fiori un viperaio sarà sempre pronto a ghermirti..Perché ricordate..la montagna da, la montagna prende.
Rispettarla più di se stessi potrebbe già essere un buon inizio per non fare 1000 metri di dislivello scalzi accompagnati da un rappresentante Paciotti con uno strano accento peraltro non molto gradito sopra gli 800 metri.

06 aprile 2013

La collina dei conigli

Dopo la famosa rubrica culturale che tratta di cinematografia contemporanea tra cui vanno annoverati capolavori quali El Bernobi, Hotel Moldavia, etc. da oggi -grazie soprattutto alla passione con cui i nostri lettori ci seguono e ci suggeriscono- il primo libro della rassegna stampa: La collina dei conigli.

La storia struggente della fuga del piccolo Ntero dalla conigliera di Nellagaib. Inseguito dai perfidi conigli di Braggrad, dovrà intraprendere un viaggio nel mondo degli uomini pieno di insidie.

"Il vento gli arruffava la pelliccia e sferzava l'erba, che odorava di timo e di brunella. La solitudine dava un senso di libertà, di euforia. Il cielo era così vicino e il resto così distante, che ne furono inebriati e si misero a saltellare nel tramonto."

05 marzo 2013

Bodybuilding e Reggaeton

Sono le 7,45 di un drammatico Venerdì mattina, ultimo Golgotha della settimana. Non c'è una lunga giornata incolore a smembrare in anticipo il rush finale che aspettavi da 7 giorni.
Ricevi casualmente un messaggio sul telefonino cellulare. È Ilie: "..RdN?"

Il pensiero allora torna al Venerdì noche passato, quando in una nube ovattata di testosterone il piccolo gobbo di Notre-Nanni ti chiese: "fpreferisci fstare al fbar fduomo a nasare fteftofterone o vieni a ghermire nautica a colpi di Reggaeton?".
.:Consiglio di guerra:. e dopo pochi attimi ti ritrovi a fianco di Alejandro Nochescabrosa che tampina una canarina da 87 chili nella speranza di strappare vocalist a nano.
Adrian Celentanu e Andrei Granoche che incapaci di intender e di volere dopo 37 Goblin attaccano pezze a folkloristici personaggi del bancone da tutti conosciuti come "Il defender" e "L'indios".
Ilie Bogdanov con uno sorriso maligno perso nel vuoto che pensa a come mettere per iscritto sul suo diario segreto tutto ciò.
David de Notre-Nanni che, costretto da un cappio intorno al collo alle 22,37: "Nöi sciamö schtanchi. Endiemö a cascha".
Alexandru Ciriu che scruta orizzonti venezuelani neanche troppo lontani con una bava alla bocca che neanche il torfanolo..
 
Siamo all'inferno adesso signori miei. Credetemi. E possiamo rimanerci, farci prendere a schiaffi, oppure aprirci la strada lottando verso la luce. Questo è il Reggaeton..

e l'unica luce che conosco in fondo al tunnel..
.. è LA NOCHE DEL REGGAETON!