24 aprile 2012

L'abito non fa il Monaco

Monaco: ridente cittadina dell'Oberbayern dove la perdizione e l'aura mistica che ruotano intorno alla celeberrima Hofbräuhaus si mescolano in un sostrato multiculturale dove anche il più agguerrito afghano blanco non verrebbe notato nel più tecnico campino di Moosach se non per un mancino dalle conturbanti qualità teccniche.

Capodanno: occasione quantomeno rara nell'arco di 365 giorni in cui svariati discendenti dell'uomo di Cromagnon si riuniscono in baccanali e celebrazioni dalle dubbie tonalità filo-civili.




Ragazzi con tanta voglia di divertirsi: benché televisioni ed emittenti di ogni sorta, di dubbia o indissolubile moralità (i pensionati del barino), dicano peste e corna di una generazione che ha nei suoi geni non solo l'onestà intellettuale di ammetere i propri limiti ma anche quella di individuarli nelle persone accanto a se ("non cercare la pagliuzza che c'è nel nautilus del tuo compagno, ma guarda prima la trave che c'è nel tuo").

Ragazzi con tanta voglia di divertirsi festeggiano Capodanno a Monaco: senza fare tanti giri di parole che potrebbero far rinascere antichi rancori verso popolazioni della Mitteleuropa ci terremo a precisare che qualunque testimonianza a fatti realmente accaduti è puramente casuale.Per assurdo, chiaramente per assurdo, dato che episodi anal-oghi potrebbero comparire solo nei film di Quentin Tarantino, immaginiamoci un austriaco che si chiama Marino. Sforziamoci anche di immaginare quest... -->

2 commenti:

Anonimo ha detto...

ma perchè si blocca così l'articolo?!? Teo

Anonimo ha detto...

chchchchchchchchc
Ilaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa